Giorni d’Europa: l’istituzione del Parlamento europeo

Il 18 aprile 1951 venne istituito il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo attualmente è l’unica istituzione europea ad essere eletta direttamente dai cittadini dell’UE ma non è sempre stato così. Quando è stato istituito nel 1951 era composto da appena 78 membri che venivano nominati dai singoli governi nazionali e solo nel 1976 viene decisa la sua elezione a suffragio universale. Oggi questa importante istituzione conta 751 componenti ed ogni Stato ha diritto ad un numero di seggi proporzionale alla propria popolazione: dai 96 detenuti dalla Germania ai 6 di Malta. Da molti definito come unico garante della democrazia nell’Unione, viene spesso osteggiato per le tre sedi delle quali dispone: Strasburgo (Francia), Bruxelles (Belgio) e Lussemburgo (Lussemburgo).

 

Scopri di più su: perchè il Parlamento europeo ha tre sedi, come avviene la sua elezione, chi è il suo Presidente

Jennifer Murphy

Perché il Parlamento europeo ha tre sedi?

Ogni qual volta i TG citano il Parlamento europeo nei servizi che ci vengono proposti compaiono svariate immagini di eurodeputati intenti al voto o di palazzi con facciate luccicanti. Molti sanno che il Parlamento europeo ha più sedi, pochi sanno il perché. Quando guardiamo la TV e passivamente osserviamo le immagini che ci vengono proposte, come distinguere di quale sede si sta parlando? Perché complicarsi la vita e non optare per una sede unica?

Quali sono le sedi del Parlamento europeo?

Il Parlamento europeo ha ben tre sedi, ognuna sita in una città diversa: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Nelle prime due gli eurodeputati si incontrano per le riunioni dei gruppi parlamentari e per le sedute plenarie (sedute nelle quali si riuniscono tutti i membri del Parlamento e non solo singoli gruppi), mentre la sede di Lussemburgo (sconosciuta ai più e della quale è difficile perfino trovare immagini in internet) è puramente di carattere amministrativo.

Sede del Parlamento europeo di Bruxelles
Sede del Parlamento europeo di Bruxelles
 
Plenaria di Bruxelles
Plenaria di Bruxelles
 
Sede del Parlamento europeo di Strasburgo
Sede del Parlamento europeo di Strasburgo
 
Plenaria di Strasburgo
Plenaria di Strasburgo
 

Perché esistono più sedi del PE?

È risaputo come la sede delle principali istituzioni europee (Commissione, Parlamento, Consiglio europeo e dell’Unione europea) sia Bruxelles, fatta appunto eccezione per il Parlamento europeo e per la Banca centrale europea (che ha sede a Francoforte). Il motivo principale per cui la scelta è ricaduta proprio su Bruxelles è per un carattere logistico ed in parte politico. La capitale del Belgio si trova né troppo a sud né troppo a nord del Continente europeo individuando così una via mediana tra i vari Stati, inoltre in questo modo le istituzioni sono raggiungibili più o meno nello stesso lasso di tempo da tutti gli Stati dell’UE. Ma allora perché il Parlamento si riunisce anche a Strasburgo? La scelta della città francese come seconda sede del PE ha radici prettamente storiche, infatti la posizione di confine tra Francia e Germania rappresenta un simbolo di riconciliazione post bellica dei due nemici storici. La sede di Strasburgo costituisce quindi l’espressione della pace e della volontà dei due Stati di essere la guida dell’intera Unione.

Strasburgo o Bruxelles? Questo è il problema

La doppia sede, come prevedibile, costituisce un costo addizionale per i portafogli dei Paesi scatenando da anni i malumori di molti. Il così detto circo itinerante, cioè gli spostamenti continui degli eurodeputati da una città all’altra, secondo alcune stime costerebbe circa 200 milioni di euro l’anno. Quasi tutti concordano sulla necessità di individuare un’unica sede per il Parlamento europeo, ma è difficile scegliere quale delle due città debba ospitarlo definitivamente.

Pro-Strasburgo

Questo “schieramento” sottolinea come gli accordi prevedano la sede di Strasburgo e che quindi sarebbe troppo laborioso iniziare un processo di revisione dei trattati, inoltre mettere in discussione la sede Francese porterebbe al riemergere di malumori tra Francia e Germania. Costituire la sede unica a Bruxelles porterebbe il venir meno del decentramento politico voluto dall’Unione stessa, evitando un’eccessiva concentrazione di potere nella capitale Belga.

Pro- Bruxelles

I favorevoli alla sede belga sostengono la necessità, soprattutto per questioni logistiche e di costi, di costituire la sede definitiva a Bruxelles, città nella quale sono presenti le altre istituzioni principali. Il decentramento del potere quindi in questo caso viene messo da parte a favore di maggiore efficienza e risparmio.

È evidente quindi come dietro alla scelta di separare le sedi del Parlamento vi siano soprattutto questioni politiche e storiche. Difficile è dire su quale città debba ricadere la scelta, è però evidente che l’Unione europea non possa più permettersi i lusso di una “seconda casa”. Un primo passo che potrebbe essere fatto sarebbe quello di eliminare almeno la sede di Lussemburgo, iniziando un cammino di riforma indispensabile per l’Europa intera. Altra elemento da considerare è la possibilità di far scegliere direttamente al Parlamento europeo, attualmente però esso non è in possesso della competenza per farlo, andrebbe quindi introdotta attraverso un’apposita norma.

 

Jennifer Murphy

Il Parlamento europeo e la sua elezione: chi cosa e perché

Sono passate poco più di due settimane da quando il popolo europeo è stato chiamato alle urne. Nonostante i dati scoraggianti riguardo l’affluenza, gli europei hanno scelto coloro che li rappresenteranno al Parlamento europeo per i prossimi cinque anni. Nelle settimane che hanno preceduto le elezioni molti sono stati i discorsi fatti dai politici nazionali intenti ad accaparrarsi più voti possibili, ma esattamente cosa andranno a fare i nostri eletti a Bruxelles e a Strasburgo? Quali sono i compiti che il Parlamento e i suoi componenti devono assolvere?

Nel periodo di dicembre 2013 l’emittente televisiva Trentino TV, all’interno del programma “Europa 2014”, ha trattato il tema delle elezioni europee attraverso un’interessante intervista a turisti e trentini intenti agli acquisti natalizi. Di fronte alle domande: “Sai quando si terranno le prossime elezioni europee?” e “Pensi di andare a votare?”, gli intervistati sono rimasti parecchio sorpresi e quasi imbarazzati. In pochissimi hanno risposto alla prima domanda, evidenziando quindi come il tema sia davvero poco conosciuto tra i cittadini. Nonostante ciò, la maggioranza degli intervistati ha dichiarato di essere intenzionato ad informarsi e ad andare votare. Cerchiamo quindi di rispondere ad alcune semplici ma ricorrenti domande affinché questo tema possa apparire meno nebuloso e possa sfatare il mito delle elezioni europee come secondarie rispetto a quelle nazionali.

Cosa sono le elezioni europee e cosa eleggono?

Sono le elezioni volte alla formazione del Parlamento europeo che, per l’appunto, viene eletto ogni cinque anni direttamente dai cittadini europei ormai dal 1979. Per cittadini europei si intende quindi coloro che vivono in un paese facente parte dell’Unione europea (Italia compresa). Attraverso queste elezioni i cittadini hanno eletto, come accade per le elezioni nazionali, coloro che li rappresentano a livello europeo.

Chi siede al Parlamento europeo?

Il Parlamento europeo è composto dai cosiddetti eurodeputati (per un totale di 751) che spesso, e anche nel caso italiano, sono politici nazionali (alcuni esempi: Matteo Salvini-Lega Nord, Alessandra Moretti-Partito Democratico, Lara Comi-Forza Italia). Il Parlamento europeo, che ha ben tre sedi (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo), non è organizzato per nazionalità ma per schieramento politico, si divide in partiti europei composti da deputati di nazionalità diverse ma aderenti ad una stessa “corrente di pensiero” (i principali sono: Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici, Democratici e Liberali, Verdi). Ogni Stato membro dell’Unione europea ha diritto ad un numero prestabilito di eurodeputati, decretato in base alla propria popolazione nazionale (nel caso italiano, i membri sono 73). Nonostante il fatto che spesso gli eurodeputati siano sconosciuti ai più, risulta particolarmente semplice scoprire chi sono coloro che ci rappresentano nel Parlamento europeo, basta semplicemente entrare nel sito dedicato (http://www.europarl.europa.eu/portal/it) e nella sezione “deputati” è possibile sfogliare ed individuare, per ogni Stato, chi sono i deputati europei, con tanto di foto, curriculum, schieramento politico e quant’altro.

Cosa fa il Parlamento europeo?

I tre compiti principali del Parlamento sono: discutere ed approvare le normative europee insieme al Consiglio europeo, controllare le altre istituzioni dell’UE (in particolare la Commissione europea) per accertarsi che agiscano democraticamente, discutere e adottare il bilancio dell’UE insieme al Consiglio.

Per quanto riguarda l’approvazione delle leggi il PE, grazie al Trattato di Lisbona del 2007, ha acquisito maggiore influenza in alcuni ambiti come agricoltura, politica energetica, immigrazione e fondi dell’UE. Ha inoltre un ruolo cruciale nelle decisioni relative all’ingresso o meno di nuovi stati nell’Unione.

Altro compito fondamentale è quello del controllo democratico: dopo il suo insediamento il Parlamento avrà l’incarico di esaminare quelli che saranno i futuri componenti della Commissione europea (uno per ogni stato membro), approvandone o meno la nascita.

Per quanto riguarda il potere di bilancio, il PE è chiamato a verificare come la Commissione spende i soldi dell’UE approvandone o meno l’operato di anno in anno.

Molti affermano l’inutilità e la poca democraticità del Parlamento europeo dimenticando però che è un’istituzione fondamentale per i cittadini proprio perché frutto di elezioni dirette, e perché si fa garante della democrazia vegliando sull’operato della Commissione. Occorre ricordare che le istituzioni europee non agiscono singolarmente ma collaborano tra loro e “si controllano” a vicenda nell’interesse di ognuno. Sicuramente molto deve ancora essere fatto ma questo dipende soprattutto dai cittadini e dalle istituzioni europee che devono impegnarsi a renderli più partecipi e a farsi conoscere.

 

Jennifer Murphy