In un articolo precedente si è parlato della candidatura ufficiale dell’Albania come futuro membro dell’Unione europea e molti sapranno che anche la Turchia rientra in questo gruppo di Paesi. È infatti dai lontani anni ’60 che chiede di aderire all’UE, mentre solo dal 2005 sono state formalmente attivate le negoziazioni. Il processo di adesione di uno Stato all’Unione europea comporta un cammino tutt’altro che facile e scontato, per questo ad oggi non è possibile prevedere se e quando la Turchia avrà l’“onore” o la “sfortuna”(dipende dai punti di vista) di diventare a tutti gli effetti europea. Inutile dire che circa la sua adesione si sono create numerose discussioni e perplessità. Quali sono i freni che sono stati posti al suo ingresso e quali gli argomenti di discussione?

Religione

Pur essendo costituzionalmente uno Stato laico, è forte il senso di distacco della Turchia dal resto d’Europa per via della credenza religiosa che vede la prevalenza di mussulmani (il 99% della popolazione). È vero che l’Unione europea non ha mai fondato la propria nascita ed allargamento sull’aspetto religioso, ma è altrettanto evidente che l’accettare un nuovo membro con una schiacciante maggioranza mussulmana spaventa molti.

Fotografia provocatoria di una donna che indossa

Fotografia provocatoria di una donna che indossa l’abaya (velo) con le stelle della bandiera dell’Unione europea

Immigrazione

Alcuni paesi come la Germania temono che l’adesione della Turchia, e di conseguenza la libera circolazione dei cittadini turchi all’interno dell’UE, porterebbe una notevole, seppur lecita, ondata di immigrazione verso gli altri Stati europei. I cittadini dei Paesi membri hanno infatti il diritto di viaggiare liberamente da uno Stato all’altro senza particolari restrizioni, e questo varrebbe ovviamente anche per quelli turchi.

Diritti umani e democrazia

Nonostante la Turchia negli ultimi anni abbia intrapreso il difficile cammino della democratizzazione, a molti non basta. L’Unione europea durante i negoziati per l’adesione ha più volte sollecitato il Paese a rendersi più democratico garantendo maggiori diritti ai propri cittadini. In tutta risposta la Turchia nel 2004 ha abolito definitivamente la pena di morte. È evidente che in un contesto sempre più globalizzato e quindi di dipendenza reciproca, l’UE ha tutto l’interesse a confinare con uno Stato il più democratico possibile, oltre al fatto che quelli della democrazia e della salvaguardia dei diritti sono elementi irrinunciabili per diventare un Paese membro.

Economia e politica internazionale

Inutile nascondere che dietro alle spinte dei sostenitori dell’adesione turca ci siano anche interessi economici e politici. La Turchia è infatti un Paese fortemente in crescita tanto che il Fondo Monetario Internazionale l’ha classificata fra gli Stati più sviluppati del mondo. Alcuni sostengono che il suo ingresso sarebbe motivo di prestigio per l’Europa intera perché particolarmente potente sia politicamente che economicamente. Allo stesso tempo però l’adesione della Turchia, a causa delle troppe differenze rispetto al resto dei Paesi europei, potrebbe porre definitivamente fine a quel processo di “politicizzazione” già arenatosi negli ultimi anni a causa della crisi economico-politica che attraversa l’Unione intera.

Partenariato: una possibile alternativa

Come visto le questioni in ballo sono molteplici ed il punto di arrivo sembra tutt’altro che vicino. Una possibile alternativa all’adesione o all’esclusione potrebbe essere un “partenariato”: la Turchia non diventerebbe membro dell’UE a tutti gli effetti ma intraprenderebbe con essa una serie di “accordisu aspetti di interesse comune come possono essere il commercio, lo scambio di risorse energetiche o l’immigrazione. Tra le due forze politiche esistono già collaborazioni di questo tipo, ma è ormai palese la necessità di una maggiore coesione in quanto la Turchia, vuoi o non vuoi, anche alla luce delle nuove tensioni in Siria e Iraq legate all’avanzata dell’ISIS, costituisce un confine sempre più labile con il Medio Oriente.

 

Jennifer Murphy

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About the Author


Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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