The Great European Disaster Movie è un film-documentario diretto da Annalisa Piras e prodotto dalla Spingshot Productions. Uscito nel Regno Unito il primo marzo di quest’anno ed in Italia ancora inedito, volge un’importante riflessione circa l’attuale situazione europea e la possibile fine dell’UE. Molti si chiedono infatti cosa succederebbe se l’Europa finisse? Si avrebbero più vantaggi o svantaggi?

La fine dell’Unione europea

Il film segue due vie parallele. Durante un volo diretto a Berlino un archeologo inglese ed una ragazzina italiana siedono vicini e condividono un viaggio particolarmente turbolento, metafora dell’attuale situazione europea. L’uomo racconta alla bambina di essere un archeologo in viaggio per tenere una conferenza sull’Unione europea in un museo, la giovane a questo punto gli chiede cosa sia. Siamo infatti in un prossimo futuro non ben specificato dove l’Unione europea è stata abolita a causa del prevalere dei nazionalismi con Marine Le Pen, Nigel Farage e Alexis Tsipras come nuovi leader europei.

Durante questi momenti di volo concitato l’uomo le mostra alcuni cimeli dell’Europa che fu come una banconota degli euro, ormai fuori uso, spiegandole il suo significato sotteso: un ponte che collega tutti i paesi che vivevano in pace ed armonia mentre ora si trovano in un mondo nuovo fatto di conflitti e nuove/vecchie monete come la “Nuova Drakma”. Una riflessione circa le conseguenze di una regressione a sessant’anni fa quando per viaggiare da uno stato europeo all’altro occorreva ottenere particolari permessi, condizione riemersa dopo la fine dell’UE.

Riflessione sull’Europa dei nazionalismi

Queste immagini si alternano ad un vero e proprio documentario con interviste a leader politici, giornalisti e persone comuni che vivono attualmente negli stati europei, offrendo visioni contrastanti circa l’odierna situazione europea e le possibili soluzioni. Troviamo un esponente del partito UKIP di Nigel Farage, i discorsi di leader politici come Alexis Tsipras e Pablo Iglesias, capofila del partito nazionalista spagnolo “Podemos” che nel 2014 ha raccolto ben il 28% dei consensi. Tutti condividono la necessità di riconquistare l’autonomia ed i diritti persi con l’adesione all’UE alla ricerca della democrazia e la libertà dissolte.

Il messaggio sotteso del film narra un’Europa nella quale il prevalere dei nazionalismi porta verso un inesorabile baratro, con un ritorno ad una condizione vissuta nei terribili anni delle Grandi guerre con crisi economiche, energetiche e commerciali dalle quale i singoli paesi, lasciati ormai a loro stessi, faticano a risalire. Un’importante riflessione viene poi fatta da altrettanto importanti esperti e giornalisti che sottolineano la necessità di un’Europa riformata e non cancellata. L’economia europea è la prima al mondo, superiore a Stati Uniti e Cina, ma se i paesi europei tornassero ad essere singole identità e non un’unica “famiglia” non conterebbero assolutamente nulla sulla scena mondiale.

Un’ultima riflessione assolutamente attuale viene fatta dal giornalista italiano Paolo Rumiz riguardo ai conflitti in Ucraina ed agli sbarchi dei clandestini provenienti da Medio Oriente ed Africa: “È paradossale che il sogno dell’Europa lo sente di più un africano che affronta il mediterraneo per arrivarci o nei popoli che sono fuori dall’Europa”.

Gli autori del film evidenziano come la democrazia vada ricercata nell’Unione stessa e non al di fuori di essa, con una spinta di riforme necessarie per un futuro privo delle sofferenze vissute nel passato. Un film sicuramente di parte ma che offre interessanti spunti circa possibili scenari futuri e soluzioni alternative ai nazionalismi emergenti che fanno accendere campanelli d’allarme di fronte a situazioni già viste e che nessuno vorrebbe mai rivedere.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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