Dopo il referendum tenutosi a settembre in Scozia, anche la Catalogna chiede ai propri cittadini di esprimersi circa la possibile secessione dallo Stato centrale. La natura e l’esito del referendum sono però molto differenti tra loro: la Scozia è e rimane parte della Gran Bretagna mente la Catalogna si è espressa a favore dell’indipendenza da Madrid. Cosa ha spinto i catalani ad indire il referendum e cosa comporta questo voto?

Cosa chiedeva il referendum

Il 9 novembre si è tenuta in Catalogna (e non nel resto della Spagna) la consultazione popolare che poneva agli elettori dai 16 anni in su i seguenti quesiti: Vuole che la Catalogna sia uno Stato? e In caso affermativo, vuole che questo Stato sia indipendente?. Più dell’80% degli votanti si è espresso a favore dell’indipendenza ma solo un terzo degli aventi diritto si è presentato alle urne.

Invalidità del referendum

Il basso tasso di affluenza secondo alcuni è legato all’invalidità del referendum stesso. A causa del mancato riconoscimento da parte del governo centrale spagnolo prima e dal Tribunale Costituzionale poi, il voto ha carattere puramente simbolico. La consultazione diretta è stata dichiarata incostituzionale in quanto la Carta spagnola prevede che votazioni simili vengano rivolte a tutti gli aventi diritto (in questo caso all’intero Stato) e non solo a parte di essi (i catalani). Affinché sia considerata valida andrebbe quindi riproposta a livello nazionale e non più locale, in questo caso però il risultato potrebbe essere diverso.

Perché la Catalogna vuole l’indipendenza

Occorre premettere che la Catalogna gode di particolare autonomia sancita da un primo Statuto risalente alla fine degli anni ‘70 ulteriormente rafforzato da un secondo nel 2006. Nonostante ciò ad oggi la regione non gode di autonomia fiscale dipendendo dal governo centrale che si occupa di redistribuire le risorse finanziarie. Quello economico è probabilmente il tema cardine della questione: la Catalogna è la regione più ricca della Spagna e spesso si è trovata, secondo le accuse di Artur Mas (Presidente del Governo della Catalogna), a dover pagare più di quanto dovuto per sostenere le regioni più povere. Inoltre Mas accusa il governo di non aver dato alla regione i finanziamenti promessi per lo sviluppo territoriale deludendo i catalani. In sostanza il popolo vorrebbe avere più libertà decisionale su temi come le politiche sociali e l’economia ma è anche fortemente radicato a valori culturali come la lingua catalana e le proprie tradizioni.

Artur Mas Presidente del Governo

Artur Mas Presidente del Governo della Catalogna

Conseguenze

Nonostante la sua invalidità il referendum può causare delle conseguenze non solo sulla scena nazionale ma anche a livello europeo provocando, secondo alcuni, una possibile ondata secessionista oltre confine. Le molteplici iniziative degli indipendentisti catalani hanno infatti trovato il sostegno anche di casa nostra con la Lega Nord, da anni promotrice di volontà secessioniste, che si è schierata dalla parte di Mas. Quando il popolo si mobilita alzando la voce ed esprimendosi in maniera così chiara non può non essere quanto meno ascoltato. Inevitabile sarà quindi un confronto tra il governo centrale e la regione che non intende sicuramente arrendersi e potrebbe in futuro proporre una consultazione più ampia e questa volta legittima.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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