Ogni qual volta i TG citano il Parlamento europeo nei servizi che ci vengono proposti compaiono svariate immagini di eurodeputati intenti al voto o di palazzi con facciate luccicanti. Molti sanno che il Parlamento europeo ha più sedi, pochi sanno il perché. Quando guardiamo la TV e passivamente osserviamo le immagini che ci vengono proposte, come distinguere di quale sede si sta parlando? Perché complicarsi la vita e non optare per una sede unica?

Quali sono le sedi del Parlamento europeo?

Il Parlamento europeo ha ben tre sedi, ognuna sita in una città diversa: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Nelle prime due gli eurodeputati si incontrano per le riunioni dei gruppi parlamentari e per le sedute plenarie (sedute nelle quali si riuniscono tutti i membri del Parlamento e non solo singoli gruppi), mentre la sede di Lussemburgo (sconosciuta ai più e della quale è difficile perfino trovare immagini in internet) è puramente di carattere amministrativo.

Sede del Parlamento europeo di Bruxelles

Sede del Parlamento europeo di Bruxelles

 
Plenaria di Bruxelles

Plenaria di Bruxelles

 
Sede del Parlamento europeo di Strasburgo

Sede del Parlamento europeo di Strasburgo

 
Plenaria di Strasburgo
Plenaria di Strasburgo
 

Perché esistono più sedi del PE?

È risaputo come la sede delle principali istituzioni europee (Commissione, Parlamento, Consiglio europeo e dell’Unione europea) sia Bruxelles, fatta appunto eccezione per il Parlamento europeo e per la Banca centrale europea (che ha sede a Francoforte). Il motivo principale per cui la scelta è ricaduta proprio su Bruxelles è per un carattere logistico ed in parte politico. La capitale del Belgio si trova né troppo a sud né troppo a nord del Continente europeo individuando così una via mediana tra i vari Stati, inoltre in questo modo le istituzioni sono raggiungibili più o meno nello stesso lasso di tempo da tutti gli Stati dell’UE. Ma allora perché il Parlamento si riunisce anche a Strasburgo? La scelta della città francese come seconda sede del PE ha radici prettamente storiche, infatti la posizione di confine tra Francia e Germania rappresenta un simbolo di riconciliazione post bellica dei due nemici storici. La sede di Strasburgo costituisce quindi l’espressione della pace e della volontà dei due Stati di essere la guida dell’intera Unione.

Strasburgo o Bruxelles? Questo è il problema

La doppia sede, come prevedibile, costituisce un costo addizionale per i portafogli dei Paesi scatenando da anni i malumori di molti. Il così detto circo itinerante, cioè gli spostamenti continui degli eurodeputati da una città all’altra, secondo alcune stime costerebbe circa 200 milioni di euro l’anno. Quasi tutti concordano sulla necessità di individuare un’unica sede per il Parlamento europeo, ma è difficile scegliere quale delle due città debba ospitarlo definitivamente.

Pro-Strasburgo

Questo “schieramento” sottolinea come gli accordi prevedano la sede di Strasburgo e che quindi sarebbe troppo laborioso iniziare un processo di revisione dei trattati, inoltre mettere in discussione la sede Francese porterebbe al riemergere di malumori tra Francia e Germania. Costituire la sede unica a Bruxelles porterebbe il venir meno del decentramento politico voluto dall’Unione stessa, evitando un’eccessiva concentrazione di potere nella capitale Belga.

Pro- Bruxelles

I favorevoli alla sede belga sostengono la necessità, soprattutto per questioni logistiche e di costi, di costituire la sede definitiva a Bruxelles, città nella quale sono presenti le altre istituzioni principali. Il decentramento del potere quindi in questo caso viene messo da parte a favore di maggiore efficienza e risparmio.

È evidente quindi come dietro alla scelta di separare le sedi del Parlamento vi siano soprattutto questioni politiche e storiche. Difficile è dire su quale città debba ricadere la scelta, è però evidente che l’Unione europea non possa più permettersi i lusso di una “seconda casa”. Un primo passo che potrebbe essere fatto sarebbe quello di eliminare almeno la sede di Lussemburgo, iniziando un cammino di riforma indispensabile per l’Europa intera. Altra elemento da considerare è la possibilità di far scegliere direttamente al Parlamento europeo, attualmente però esso non è in possesso della competenza per farlo, andrebbe quindi introdotta attraverso un’apposita norma.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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