Mario Borghezio, europarlamentare aderente al gruppo dei NI cioè i non iscritti ed esponente della Lega Nord, negli scorsi giorni ha dichiarato la sua preoccupazione alla Commissione europea circa la firma dei nuovi accordi sull’immigrazione tra Turchia e Unione europea. Secondo il leghista tali patti e quelli futuri metterebbero in serio pericolo l’Europa intera per l’accesso facilitato dei foreign fighter (combattenti dell’ISIS o di altre organizzazioni terroristiche). Da anni la Turchia si prodiga per entrare a far parte dell’UE e con gli Accordi di Ankara i suoi propositi si sono via via sempre più realizzati, ma ad oggi rimane un Paese candidato all’ingresso nell’UE e non un membro effettivo. Cosa cambia con questi accordi? Costituiscono realmente un rischio per i paesi europei o al contrario portano loro dei vantaggi?

La politica Europea sui visti e la loro liberalizzazione

L’attuale legislazione europea prevede che ai cittadini stranieri che si recano nello spazio Schengen e soggetti all’obbligo del visto (tra questi anche i cittadini turchi) venga rilasciato un visto comune Schengen. Esso permette la libera circolazione in tutto lo spazio Schengen durante il suo periodo di validità. Tale periodo non può superare i 90 giorni (regolamento UE n. 539/2001).

La maggiore preoccupazione di Borghezio, ma anche di altri politici europei di spicco, è la possibile liberalizzazione dei visti per accedere dalla Turchia all’Europa con estrema facilità. È quello a cui il Paese punta da molti anni ma tale libertà non gli è mai stata concessa dall’UE e nemmeno ora con l’accordo di riammissione.

Ultimi accordi tra UE e Turchia sull’immigrazione

Dal 2002 tra le due potenze sono iniziate le negoziazioni su un possibile accordo di riammissione delle persone in posizione irregolare giunte in Europa tramite la Turchia, cioè tutti coloro i quali varcano le frontiere europee clandestinamente. Grazie alla firma di questi accordi il Paese si impegna nei confronti dell’UE a riammettere sul proprio territorio tali persone, accordi che non riguardano però i rifugiati protetti dalla Convenzione di Ginevra. La deputata tedesca Renate Sommer (Partito Popolare Europeo-PPE) si dichiara fiduciosa nei confronti della Turchia, sottolineando come questi accordi costituiscano un’ulteriore salvaguardia per i paesi europei dall’immigrazione clandestina in quanto aumentano i controlli presso le frontiere turche.

Per anni la Turchia aveva rifiutato di collaborare con l’UE su questa materia ma ora avrebbe cambiato idea con la prospettiva di una possibile liberalizzazione dei visti, privilegio già concesso a cittadini non europei come serbi e macedoni. “Il futuro della liberalizzazione dipende ora dalla maniera in cui la Turchia implementerà l’accordo” afferma Sommer senza sbilanciarsi troppo in merito.

L’accordo prevede un sostegno tecnico e finanziario fornito dall’UE per consentire una migliore sorveglianza delle frontiere turche con la Grecia ma anche con Siria, Iran e Iraq. Se ben implementato tale accordo si prospetta vantaggioso per i paesi europei, è “politicamente normale” che la Turchia chieda qualcosa in cambio ma non è detto che alla fine l’ottenga. È nell’interesse del Paese agire a favore dell’Unione dato il suo decennale impegno per l’ingresso in Europa, ed in un periodo dove la minaccia dell’ISIS si fa sempre più reale, i paesi europei sono pronti a stringere alleanze che per alcuni possono sembrare scomode. Per entrare in vigore l’accordo di riammissione deve ora ottenere la ratifica formale dall’Unione europea e dalla Turchia.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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