Sono passate poco più di due settimane da quanto Jean-Claude Juncker è stato eletto ufficialmente futuro Presidente della Commissione europea dal Parlamento EU, ora è tempo di scegliere coloro che insieme al Presidente andranno a comporre la nuova Commissione che rimarrà in carica per i prossimi cinque anni. Sulle testate giornalistiche vengono indicati una serie di nomi dei possibili candidati per ogni Stato membro, ma come avviene nel concreto la nomina dei commissari? Con quali criteri vengono scelti?

Da quante persone è composta la Commissione europea?

La Commissione europea è composta in totale da 28 membri: il Presidente della Commissione più un commissario per ogni Stato membro, ad ogni commissario, basandosi sulle sue conoscenze e sul trascorso politico, viene assegnato un settore di responsabilità (giustizia, trasporti, industria, ambiente, mercato interno, istruzione, ecc..).

Come vengono scelti i commissari europei?

Il processo di nomina dei futuri commissari europei segue un iter prestabilito che vede il coinvolgimento prima del Consiglio europeo, cioè dei Capi di Stato e di governo di ogni Stato membro, e successivamente del Parlamento europeo. Quindi, anche se i commissari non vengono scelti direttamente dal popolo europeo, la loro nomina passa attraverso persone che sono scelte dai cittadini tramite il voto: il Parlamento europeo tramite le elezioni europee, il Consiglio europeo tramite le elezioni nazionali. Una volta che il Consiglio europeo ha scelto il Presidente della Commissione, e dopo il parere positivo del Parlamento, si procede con la scelta dei futuri commissari. Ogni Stato membro proporrà un candidato commissario al Presidente della Commissione, il quale, una volta formata la squadra, andrà a proporla al Parlamento europeo e qui viene la parte più difficile.

Il ruolo del Parlamento europeo nella scelta dei commissari

Quando un qualsiasi cittadino intende candidarsi per un posto di lavoro, quest’ultimo verrà sottoposto ad un colloquio sia conoscitivo che relativo alla sue conoscenze, più o meno la stessa cosa avviene per i candidati commissari. Ogni candidato viene infatti sottoposto all’esame del Parlamento europeo per stabilire se sia o meno adatto al ruolo che dovrà andare a ricoprire. Sono le così dette audizioni parlamentari che si snodano attraverso diverse fasi nelle quali il Parlamento valuterà per ciascun candidato: le competenze generali, l’impegno europeo, le garanzie di indipendenza personale, la conoscenza del potenziale portafoglio e le capacità di comunicazione. Esso inoltre presta particolare attenzione all’equilibrio di genere, garantendo la proporzione tra commissari donna e uomini. I vari step prevedono che, una volta valutato il curriculum vitae del candidato, esso viene sottoposto ad una serie di quesiti scritti legati a quella che sarà la sua area di competenza, successivamente dovrà sostenere un’audizione pubblica di tre ore. In seguito si avrà la valutazione dei singoli commissari designati, per passare al voto di approvazione prima da parte del Parlamento europeo e poi del Consiglio europeo.

Si può quindi affermare che la scelta dei commissari sia un processo particolarmente lungo e controllato al fine di garantire che ciascun membro sia adatto al ruolo che andrà a ricoprire, assicurando così il miglior funzionamento possibile della Commissione nella sua interezza. Il coinvolgimento di altre istituzioni come Parlamento e Consiglio fa capire che le nomine a livello europeo siano particolarmente accurate e basate su più fattori. Attualmente si è alla fase della lista dei candidati che verrà resa nota a settembre, dopo di che si inizierà la fase di valutazione e votazione che si dovrà concludere entro novembre dato che l’attuale mandato della Commissione di Barroso scadrà il 31 ottobre 2014.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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