Sono diversi anni che il tema dell’immigrazione clandestina e degli sbarchi sulle coste italiane è diventato argomento del giorno nei tg nazionali, ma è evidente che tra il 2013 ed il 2014 il problema ha assunto proporzioni inimmaginate. Ogni giorno sulle coste mediterranee dell’Italia arrivano centinaia di disperati alla ricerca di una vita migliore e più dignitosa, spesso scappano dalla guerra e dalla fame magari con l’unico scopo di aiutare chi è rimasto in quei paesi del così detto Terzo mondo. Purtroppo però non sempre queste persone riescono a sopravvivere a viaggi estenuanti e al limite della sopportabilità umana. Per far fronte a tutto ciò l’Italia ha dato il via ad un’operazione denominata Mare Nostrum, ma cos’è e come agisce? Può bastare per arginare una simile emergenza umanitaria?

Cos’è Mare Nostrum?

Sarà una missione navale e aerea che dovrà mettere in condizione il Mediterraneo di essere un mare più sicuro, mentre oggi è una tomba” così l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta l’ha definita. Mare Nostrum è un’operazione militare ed umanitaria condotta dall’Italia ed attiva nel Mar Mediterraneo frutto della collaborazione di Marina Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Croce Rossa e Ministero dell’Interno. Nasce nel 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso soprattutto nello Stretto di Sicilia legato all’eccezionale flusso di migranti provenienti principalmente dai paesi del nord-centro Africa e dalla Siria. L’obiettivo dell’operazione è duplice: salvaguardare la vita in mare di chi si trovi in difficoltà, assicurare alla giustizia coloro che lucrano sul traffico illegale di immigrati, i così detti scafisti.

I numeri di Mare Nostrum

Da gennaio di quest’anno sono sbarcati quasi 70 mila profughi, 20 mila dei quali si sono spostati in paesi del Nord Europa mentre i restanti 50 mila sono rimasti in Italia. Da quando esiste Mare Nostrum l’Italia ha speso 600 milioni di euro per assistere i migranti, il Ministero dell’Interno spende circa 30 euro al giorno a persona per dar loro sostentamento. I soldi scarseggiano e molto probabilmente in un futuro non troppo lontano saranno insufficienti anche perché il fenomeno non cenna a rallentare ma anzi è in costante crescita.

Mare Nostrum e l’Unione europea

Occorre specificare che Mare Nostrum è un’operazione nata per fronteggiare una situazione di emergenza, non è quindi un’istituzione permanente. La questione dell’immigrazione clandestina che sta colpendo le nostre coste non può definirsi un problema nazionale ma europeo. Come detto in precedenza per i migranti l’Italia costituisce un semplice approdo e non una meta, spesso infatti una volta giunti in Sicilia si spostano in altri Paesi dell’Unione, da qui la necessità di unire forze e risorse a livello europeo senza lasciare più l’Italia in balia degli eventi. Mare Nostrum non basta a sostenere quest’emergenza, la carenza di risorse economiche e centri di accoglienza ha spinto il Governo italiano a chiedere aiuto agli altri Stati europei che però fino ad ora hanno dimostrato scarsa solidarietà sia nei confronti dell’Italia che dei migranti, dando come risposta un secco no alle richieste di aiuto. Un segnale importante è stato dato qualche mese fa dall’allora Presidente della Commissione europea Barroso, il quale ha affermato che il problema dell’immigrazione clandestina è una questione non solo italiana ma Europea e che quindi l’UE si adopererà al più presto per intervenire su tutti i fronti. La speranza è che nei prossimi mesi l’Italia riesca a portare in primo piano il problema nelle istituzioni europee, forte anche della sua Presidenza di turno al Consiglio dell’Unione europea.

Come risolvere la questione?

La Lega Nord, ed in particolare il suo Segretario Matteo Salvini, spinge affinché l’operazione Mare Nostrum venga interrotta in quanto costituisce una spesa economica troppo ingente, inoltre secondo Salvini accogliere i migranti comporterebbe svantaggi dal punto di vista del turismo, del lavoro e addirittura porterebbe l’Italia ad esporsi al rischio di epidemie. E’ evidente però che l’annullamento dell’operazione non porterebbe alla soluzione del problema ma comporterebbe unicamente un risparmio economico per l’Italia a discapito di centinaia di vite umane. Bisognerebbe invece spingere affinché l’intera Unione europea si adoperi per aiutare queste persone e trovare una via per risolvere il problema. Una soluzione tra tutte potrebbe essere quella di dialogare con i paesi dai quali provengono i clandestini, coinvolgendo anche organizzazioni internazionali come l’ONU al fine di trovare accordi e salvaguardare i diritti di queste persone.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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