È ufficiale: l’Islanda pochi giorni fa ha ritirato la propria candidatura a futuro membro dell’Unione europea. Nell’immagine di copertina si vede un cartellone propagandistico che segnala il dissenso nei confronti dell’adesione del Paese all’UE (Nei Takk significa No grazie). La disapprovazione dei cittadini si è fatta sentire fin dall’annuncio ufficioso pervenuto negli scorsi mesi, ma alla fine la scelta del governo anti-europeista ha avuto la meglio. Cosa ha spinto l’Islanda a fare questa scelta? Quali le conseguenze?

La domanda di adesione

L’Islanda dopo la profonda crisi economica che l’ha colpita nel 2008, aveva deciso nel 2009 di presentare la propria candidatura per diventare membro dell’Unione europea. Molti avevano visto nell’UE la soluzione ad una condizione economica tutt’altro che rosea, paventando la volontà di aderire alla moneta unica per far fronte ad una Corona islandese sempre più debole. Tra la popolazione si stava lentamente diffondendo un sentimento europeista tanto da far pensare ad un cammino che avrebbe portato l’Islanda a diventare presto un nuovo Stato membro.

Il ritiro della candidatura e le quote della pesca

A seguito delle elezioni tenute nel 2013 con la vittoria del Partito Progressista e di quello Indipendentista, il nuovo Primo ministro Sigmundur David Gunnlaugsson, come promesso durante la campagna elettorale, ha subito bloccato le trattative in corso con Bruxelles. Gunnlaugsson ha dichiarato infatti che non rientra nelle intenzioni del suo governo accettare le condizioni imposte dall’UE, condizioni che l’Unione aveva stabilito con il governo precedente.

Tra le motivazioni principali del ritiro sicuramente la più influente riguarda le quote della pesca. Con il principale intento di salvaguardare le acque del continente europeo, l’Unione europea stabilisce per ogni Stato membro e per ogni specie di pesce le quote di pescato (in poche parole quanto pesce si può pescare in un anno). L’Islanda basa gran parte della propria economia proprio sulla pesca e delle limitazioni in questo settore per molti avrebbero costituito svantaggi assicurati per il Paese.

Vignetta satirica circa l'importanza di questo settore per l'Islanda tanto da venire rappresentata come un pesce

Vignetta satirica circa l’importanza di questo settore per l’Islanda tanto da venire rappresentata come un pesce

Le proteste dei cittadini ed il referendum

Subito dopo l’annuncio ufficiale del ritiro della candidatura molti cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la decisione presa. Il Primo ministro aveva infatti assicurato agli islandesi che sarebbero stati chiamati ad esprimere il proprio voto a favore o contro il ritiro tramite referendum. Il raggiungimento di un accordo politico ha però fatto saltare la possibilità per la popolazione di esprimersi tramite lo strumento della democrazia diretta. Da qui lo scoppio della protesta. Non è tanto il venir meno della possibilità di aderire all’UE, quanto la promessa mancata del leader politico a far arrabbiare la gente. Ricordiamo infatti che la maggioranza della popolazione, secondo i sondaggi, sarebbe comunque stata a sfavore dell’adesione.

l’Islanda e l’Associazione europea di libero scambio

Per coloro però che vedono nell’UE una possibilità soprattutto economica e commerciale non tutto è perduto. Il Paese infatti continua ad essere membro dell’Associazione europea di libero scambio (European Free Trade Association – EFTA) insieme a Svizzera, Liechtenstein e Norvegia. L’organizzazione, alla quale l’Islanda ha aderito nel 1970, ha lo scopo di favorire il libero scambio e l’integrazione economica tra paesi membri dell’UE e non. L’Islanda potrà quindi continuare a commerciare usufruendo di particolari vantaggi con l’Unione pur non essendo un membro effettivo.

 

Jennifer Murphy

Lascia un commento

About the Author


Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *