Mancano poco più di tre settimane alle elezioni politiche italiane e ciascun partito è chiamato a presentare il proprio programma di governo. Tantissimi i temi sul piatto, dall’immigrazione alla disoccupazione, dalla povertà alle tasse. Tra gli argomenti uno dei più discussi è sicuramente l’Europa: più Europa? meno Europa? quale futuro vogliono i partiti italiani per l’Unione europea?

Il Movimento5Stelle nel suo «Programma per l’Italia scritto dagli italiani» ha incluso insieme agli altri un capitolo dedicato all’Europa inserendola nel sotto-punto della politica estera: «Un’Italia libera e sovrana amica di tutti i popoli» il motto scelto. Per i 5Stelle è l’euro il “nemico da combattere” con una revisione dei trattati e una “task force” dei paesi mediterranei capace di far sentire la propria voce nelle istituzioni europee. Un capitolo a parte è invece dedicato al tema dell’immigrazione. Con lo slogan «Immigrazione: obiettivo sbarchi zero» il Movimento mira a rendere obbligatorio e permanente il meccanismo di redistribuzione dei migranti con la presentazione delle domande di protezione internazionale direttamente dai Paesi d’origine.

Euro

Il Movimento che ha Luigi Di Maio come candidato premier ambisce a una «Europa senza austerità». L’elemento centrale del programma a 5Stelle per quanto riguarda l’Unione è la moneta unica. Di recente il Movimento ha cambiato la propria posizione in merito all’Euro rinunciando all’idea di abbandonare la moneta unica con un referendum ma ambendo ora a una sua profonda revisione. La moneta europea è infatti considerata dal movimento causa di «una situazione insostenibile. Siamo succubi di una moneta unica che rappresenta solamente un vincolo di cambi fissi tra economie troppo diverse» si legge nel programma.

Per il movimento Paesi come Germania e Olanda godrebbero di «una moneta sottovalutata per la loro economia» accumulando «surplus insostenibili». Dall’altra Italia, Spagna, Grecia, Francia e Portogallo, soffrirebbero «una moneta sopravvalutata per la loro economia» accumulando «deficit insostenibili». A causa di tale condizione tali Stati sarebbero «costretti a ridurre i salari e i diritti sociali attraverso le famose riforme e a svendere, privatizzare e tartassare i loro cittadini per reperire risorse».

Di questo passo – sempre secondo il movimento – l’Italia rischierebbe «di diventare produttrice di manodopera a basso costo per i paesi del Nord Europa, un “parco giochi” turistico per i ricchi Paesi del nord».

La proposta dei 5Stelle è quindi «una revisione radicale dei trattati, concordando soluzioni alternative all’euro». In particolare gli ormai ex grillini se eletti si faranno promotori di una «alleanza con i Paesi dell’Europa del sud in grado di dialogare con tutto il cosiddetto “Mediterraneo allargato”». L’obiettivo?  «Superare definitivamente le politiche di austerità e rigore legate alla moneta unica […] per ottenere una profonda riforma anche dell’Unione Europea».

Immigrazione

Per quanto riguarda l’immigrazione l’obiettivo principale dei 5Stelle è invece «scardinare il business degli scafisti e azzerare sbarchi e morti nel Mar Mediterraneo» rafforzando le «vie legali e sicure di accesso per raggiungere l’Europa». Come? Attraverso la «revisione del Regolamento di Dublino III che assegna gli oneri maggiori relativi all’esame delle domande di asilo e alle misure di accoglienza al primo Paese d’ingresso dell’Unione Europea».

Gli ex grillini ambiscono inoltre a rendere il meccanismo di redistribuzione dei migranti permanente e obbligatorio con «una equa corresponsabilità in casi di massicci flussi migratori». Tra i parametri che andrebbero tenuti in considerazione per la definizione delle quote «popolazione, PIL e tasso di disoccupazione» con «sanzioni per i Paesi che non rispettano gli accordi».

Infine, per quanto riguarda le domande di protezione internazionale, il Movimento5Stelle propone la «valutazione dell’ammissibilità delle domande nelle ambasciate e nei consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’Unione europea presso i Paesi terzi, con il supporto delle Agenzie europee preposte».

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Nata, cresciuta e studiata a Trento. Abbastanza giovane da non sapere quale strada intraprendere, abbastanza vecchia da sapere dove andare. Con l’Europa e la scrittura come passione.

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