Negli ultimi mesi la così detta questione Ucraina ha occupato le testate di tutti i principali giornali tuonando a suon di report e condanne nei confronti della Russia. In relazione a questi fatti, si parla soprattutto di sanzioni che Stati Uniti e Unione europea hanno imposto a Putin per le sue azioni considerate scellerate e contro il diritto internazionale. E’ bene premettere che l’imposizione da parte di uno o più Paesi/organizzazioni (come ad esempio l’ONU) di sanzioni ad uno Stato che viola le leggi internazionali, è legittima e prevista dai trattati. Detto ciò, a cosa servono tali sanzioni? In cosa consistono? Quali svantaggi portano alla Russia e quali ai Paesi così detti sanzionatori?

A quale scopo USA e UE sanzionano la Russia?

A seguito dell’intromissione da parte della Russia nella crisi ucraina, Stati Uniti prima e Unione europea poi, hanno deciso di intervenire per “far cambiare idea” a Putin. Al fine di scongiurare un intervento militare  privilegiando la via del dialogo, si è inizialmente tentato di risolvere la questione per vie diplomatiche cercando cioè di comunicare e concludere il tutto pacificamente. In seguito della scarsa disponibilità russa a seguire queste vie, USA e UE hanno deciso di sanzionare il governo russo per dissuaderlo nel perpetuare tali atteggiamenti e per bloccare sul nascere una crisi che ormai però sembra diventata ingestibile.

In cosa consistono le sanzioni alla Russia?

Le sanzioni imposte riguardano principalmente l’ambito economico-finanziario ed i rapporti commerciali tra Russia, UE ed USA. Tra esse troviamo poi la compilazione di una sorta di “lista nera” di personalità russe o filorusse soggette a restrizioni. Tra queste vi è ad esempio Igor Sechin, il capo del gigante petrolifero Rosneft, il quale non può ottenere visti per abbandonare il suo Paese ed i beni da lui detenuti in Europa e USA sono stati congelati.

Altri due tipi di sanzioni riguardano limitazioni nelle esportazioni agro-alimentari da parte dei paesi Europei verso la Russia e lo stop dell’export di tecnologie che le consentano il miglioramento delle capacità militari. In riferimento a quest’ultima sanzione, nelle ultime ore, USA e UE si sono allineate sul blocco dell’accesso ai mercati dei capitali europei alle compagnie russe sul fronte dell’energia e della difesa. Grandi compagnie petrolifere come la stessa Rosneft o la Transneft, saranno sempre più limitate nella possibilità di cooperare con gruppi stranieri per lo sviluppo di tecnologie specializzate mettendo a rischio progetti miliardari.

Quali conseguenze per i Paesi sanzionatori?

Come spesso avviene in politica, ma non solo, esiste un rovescio della medaglia. Le sanzioni imposte alla Russia hanno delle spiacevoli conseguenze anche per chi sanziona, soprattutto in questo caso per l’Europa che costituisce uno dei maggiori partner dell’impero di Putin. Il così detto “effetto boomerang” costituisce  sempre più una realtà che una minaccia. Putin pronostica infatti che le sanzioni avranno un effetto negativo più sull’Europa che nella sua patria, e già minaccia lo stop del commercio delle auto usate provenienti dall’UE. Sta di fatto che le misure adottate colpiscono soprattutto l’economia di Francia, Italia e Germania, mettendo a rischio solo in quest’ultima 5 miliardi di euro e 130 mila posti di lavoro. Ricordiamo infatti che la Russia è il terzo partner commerciale dell’Unione, e per quanto riguarda l’agro-alimentare il quarto dell’Italia. La Commissione europea ha stanziato 125 milioni di euro di aiuti per far fronte al colpo economico che i paesi europei stanno subendo e subiranno nei prossimi mesi. Il tema però che più preoccupa è quello relativo al gas metano che, sempre secondo le minacce russe, non arriverà proprio in Europa. L’inverno è alle porte e la sola Germania soddisfa il suo fabbisogno di metano per il 40% attraverso i giacimenti russi. Si può quindi solo immaginare quali potrebbero essere le conseguenze di simili ritorsioni.

Se l’UE non fosse così vincolata alla Russia dal punto di vista economico-commerciale, molto probabilmente ci sarebbe andata giù più pesante con le sanzioni, ma in primis per salvaguardare sé stessa, mira a cooperare con Putin per fronteggiare il problema ucraino.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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