Dopo il referendum tenuto in Catalogna nel novembre 2014 Artur Mas, leader  del partito centrista Convergenza Democratica di Catalogna (CDC), ha trasformato il voto regionale dello scorso 27 settembre in un nuovo plebiscito per l’indipendenza della regione più ricca della Spagna. In cosa consistono queste “prove di forza” che mettono in discussione il potere centrale? L’UE è a rischio?

Referendum indipendentisti in Europa

Nonostante in occasione del referendum del 2014 il popolo catalano si fosse dichiarato favorevole alla secessione da Madrid, la consultazione popolare non è stata riconosciuta come legale. Il voto per essere valido avrebbe dovuto coinvolgere tutta la Nazione e non solo una singola regione. Diverso il caso della Scozia, anch’essa andata al voto nel settembre 2014, chiedendo al popolo se volesse diventare uno Stato indipendente dalla Corona britannica. In quel caso il referendum era legittimo ma ad avere la meglio fu il fronte del NO.

Un discorso a parte quello da fare sul Regno Unito. Già da tempo il Primo Ministro britannico David Cameron ha annunciato la volontà di indire un referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea, tanto da farne il cavallo di battaglia della campagna elettorale che lo ha portato ad essere eletto per il secondo mandato. Entro il 2017 il popolo verrà chiamato alle urne e, ad oggi, i sondaggi evidenziano come i cittadini inglesi siano propensi verso l’uscita dall’UE.

I risultati in Catalogna

Durante la campagna elettorale Artur Mas ha più volte affermato il suo intendo di proclamare, qualora fosse stato eletto, una dichiarazione unilaterale d’indipendenza nei confronti del governo centrale di Madrid. Il 77% degli aventi diritto è andato al voto registrando un dato storico per l’affluenza. La lista di Mas Juntos Pel Sì ha ottenuto il 39,7% dei voti, non avendo conquistato la maggioranza assoluta il leader dovrà costituire un’alleanza con i secessionisti di sinistra della CUP. Intanto il Premier spagnolo Mariano Rajoy ha subito precisato di essere intenzionato a dichiarare l’illegalità della proposta secessionista, tanto da minacciare il commissariamento della Catalogna. Ad oggi è impossibile predire cosa accadrà, vedremo nei prossimi mesi se gli intenti di Mas verranno portati avanti o se subiranno uno stallo.

Artur Mas

Artur Mas

Conseguenze in Europa

Nel frattempo a livello europeo tutto tace (o quasi). La Commissione europea nei giorni precedenti il voto catalano ha emanato un comunicato controverso, scritto in due lingue (spagnolo ed inglese) in cui dava dichiarazioni contrastanti. In quello inglese il Presidente Jean-Claude Juncker dichiara che l’UE è superpartes, in quanto si tratta di dinamiche interne alla Spagna e quindi non di competenza dell’Unione. In quello spagnolo invece riconosce la valenza delle leggi nazionali spagnole, dichiarando di sostenere quelle politiche volte a garantire l’integrità dello Stato. Due dichiarazioni diverse tra loro, anche se poi la portavoce della Commissione Mina Andreeva ha precisato che ad avere validità sarebbe quella inglese.

In ogni caso, anche se si tratta di questioni di politica interna e non europee, l’UE in qualche modo deve fare i conti con la sfiducia dilagante considerata da molti la causa dello stallo europeo che impedirebbe la realizzazione di un’unione politica e non solo economica.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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