Le banconote e le monete che ogni giorno ci passano tra le mani sono ormai a noi familiari: sono trascorsi ben dodici anni da quanto, nel 2002, l’euro è entrato nei portafogli degli italiani. Inizialmente era antipatico a molti, soprattutto per le relative ma esistenti difficoltà di conversione della valuta, col tempo però è diventato uno di famiglia. Ma quanto conosciamo realmente la nostra moneta? In parole povere, cosa c’è disegnato sopra, e soprattutto, che significato hanno tali immagini?

L’euro, oltre che costituire la seconda valuta più importante a livello mondiale dopo il dollaro americano, è frutto dell’intento dell’Unione europea di darsi un ulteriore elemento unificante, portando avanti quel processo di integrazione così tanto voluto dai padri fondatori dell’Unione stessa. Per capire il significato di questa moneta occorre quindi fare uno sforzo ed andare oltre gli stereotipi che vengono spesso divulgati e che vedono dell’euro come “causa di ogni male”.

Le monete

Partiamo dai così detti “spiccioli”: ciascuno è caratterizzato da un lato comune per tutti gli Stati, quello cioè sul quale troviamo inciso il suo valore, mentre l’altro  muta a seconda del Paese: alcuni hanno scelto un disegno diverso per ogni moneta, altri hanno optato per un’immagine uguale su ognuna di esse (il Belgio con profilo di re Alberto II).

Facce comuni delle monete

Facce comuni delle monete

 

L’Italia si è invece sbizzarrita in un tripudio di personaggi storici-letterari come il profilo di Dante Alighieri (2 euro), opere d’arte come l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci (1 euro) e la Nascita di Venere di Botticelli (10 centesimi). Troviamo poi anche importanti strutture architettoniche come la Mole Antonelliana di Torino (2 centesimi) e l’insuperabile Colosseo di Roma (5 centesimi).

Monete euro italiane

Monete euro italiane

 

Monete della Città del Vaticano che pur non essendo membro dell’UE ha la possibilità di usare l’euro

 

Osservando bene un elemento che accomuna le diverse facce delle monete è la corona di stelle, simbolo dell’Unione europea, messaggio di unione indissolubile tra gli Stati. La scelta di optare per una faccia comune ed una diversa evidenzia la volontà di dare un elemento comune a tutti i membri dell’euro zona, ma al contempo di salvaguardarne l’identità nazionale, come tipico dello spirito dell’Unione.

Le banconote

Al contrario delle monete, le banconote sono le medesime in ogni Stato: partono dal valore minimo di 5 euro al massimo di 500, qualora qualche fortunato abbai avuto il privilegio di maneggiarne una. I colori spaziano dal rosso dei 10 euro, al blu dei 20, al giallo dei 200. Sulle banconote troviamo sempre l’immagine di un arco, sulla faccia dove è stampato il valore della banconota, e sul retro un ponte. Ciò che cambia è il periodo storico di riferimento: sui 5 euro troviamo lo stile architettonico classico, su quella da 10 romantico, su quella da 20 gotico e così via fino alla banconota da 500 euro caratterizzata da un’architettura moderna. Occorre specificare che gli archi ed i ponti rappresentati non sono reali, non sono cioè identificabili tra quelli realmente esistenti: la scelta di uno piuttosto che un altro avrebbe causato motivo di “scontro” tra gli Stati, che hanno così optato per questa soluzione.

Banconote euro

Banconote euro

Il significato dei disegni

La predilezione per queste raffigurazioni ha un significato ben preciso: l’arco è infatti emblema di apertura verso l’altro, di possibilità e comunicazione, il ponte simboleggia vicinanza e unione.  Ulteriore elemento caratterizzante le banconote è la firma che troviamo sul davanti in alto verso il centro della banconota, il prestigioso nome è quello di uno dei tre Presidenti della Banca centrale europea che si sono susseguiti dal 1998 ad oggi: Mario Draghi, Jean-Claude Trichet e Wim Duisenberg.

Anche da una cosa così materiale e spesso scontata come i soldi, emerge come l’Unione europea cerchi di trasmettere un senso che va oltre quello puramente economico del denaro, cercando di comunicare a coloro che lo maneggiano che lo scopo dell’euro non è solo quello legato all’economia ma anche dell’unione tra popoli.

 

Jennifer Murphy

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About the Author


Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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