Sono passate poco più di due settimane da quando il popolo europeo è stato chiamato alle urne. Nonostante i dati scoraggianti riguardo l’affluenza, gli europei hanno scelto coloro che li rappresenteranno al Parlamento europeo per i prossimi cinque anni. Nelle settimane che hanno preceduto le elezioni molti sono stati i discorsi fatti dai politici nazionali intenti ad accaparrarsi più voti possibili, ma esattamente cosa andranno a fare i nostri eletti a Bruxelles e a Strasburgo? Quali sono i compiti che il Parlamento e i suoi componenti devono assolvere?

Nel periodo di dicembre 2013 l’emittente televisiva Trentino TV, all’interno del programma “Europa 2014”, ha trattato il tema delle elezioni europee attraverso un’interessante intervista a turisti e trentini intenti agli acquisti natalizi. Di fronte alle domande: “Sai quando si terranno le prossime elezioni europee?” e “Pensi di andare a votare?”, gli intervistati sono rimasti parecchio sorpresi e quasi imbarazzati. In pochissimi hanno risposto alla prima domanda, evidenziando quindi come il tema sia davvero poco conosciuto tra i cittadini. Nonostante ciò, la maggioranza degli intervistati ha dichiarato di essere intenzionato ad informarsi e ad andare votare. Cerchiamo quindi di rispondere ad alcune semplici ma ricorrenti domande affinché questo tema possa apparire meno nebuloso e possa sfatare il mito delle elezioni europee come secondarie rispetto a quelle nazionali.

Cosa sono le elezioni europee e cosa eleggono?

Sono le elezioni volte alla formazione del Parlamento europeo che, per l’appunto, viene eletto ogni cinque anni direttamente dai cittadini europei ormai dal 1979. Per cittadini europei si intende quindi coloro che vivono in un paese facente parte dell’Unione europea (Italia compresa). Attraverso queste elezioni i cittadini hanno eletto, come accade per le elezioni nazionali, coloro che li rappresentano a livello europeo.

Chi siede al Parlamento europeo?

Il Parlamento europeo è composto dai cosiddetti eurodeputati (per un totale di 751) che spesso, e anche nel caso italiano, sono politici nazionali (alcuni esempi: Matteo Salvini-Lega Nord, Alessandra Moretti-Partito Democratico, Lara Comi-Forza Italia). Il Parlamento europeo, che ha ben tre sedi (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo), non è organizzato per nazionalità ma per schieramento politico, si divide in partiti europei composti da deputati di nazionalità diverse ma aderenti ad una stessa “corrente di pensiero” (i principali sono: Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici, Democratici e Liberali, Verdi). Ogni Stato membro dell’Unione europea ha diritto ad un numero prestabilito di eurodeputati, decretato in base alla propria popolazione nazionale (nel caso italiano, i membri sono 73). Nonostante il fatto che spesso gli eurodeputati siano sconosciuti ai più, risulta particolarmente semplice scoprire chi sono coloro che ci rappresentano nel Parlamento europeo, basta semplicemente entrare nel sito dedicato (http://www.europarl.europa.eu/portal/it) e nella sezione “deputati” è possibile sfogliare ed individuare, per ogni Stato, chi sono i deputati europei, con tanto di foto, curriculum, schieramento politico e quant’altro.

Cosa fa il Parlamento europeo?

I tre compiti principali del Parlamento sono: discutere ed approvare le normative europee insieme al Consiglio europeo, controllare le altre istituzioni dell’UE (in particolare la Commissione europea) per accertarsi che agiscano democraticamente, discutere e adottare il bilancio dell’UE insieme al Consiglio.

Per quanto riguarda l’approvazione delle leggi il PE, grazie al Trattato di Lisbona del 2007, ha acquisito maggiore influenza in alcuni ambiti come agricoltura, politica energetica, immigrazione e fondi dell’UE. Ha inoltre un ruolo cruciale nelle decisioni relative all’ingresso o meno di nuovi stati nell’Unione.

Altro compito fondamentale è quello del controllo democratico: dopo il suo insediamento il Parlamento avrà l’incarico di esaminare quelli che saranno i futuri componenti della Commissione europea (uno per ogni stato membro), approvandone o meno la nascita.

Per quanto riguarda il potere di bilancio, il PE è chiamato a verificare come la Commissione spende i soldi dell’UE approvandone o meno l’operato di anno in anno.

Molti affermano l’inutilità e la poca democraticità del Parlamento europeo dimenticando però che è un’istituzione fondamentale per i cittadini proprio perché frutto di elezioni dirette, e perché si fa garante della democrazia vegliando sull’operato della Commissione. Occorre ricordare che le istituzioni europee non agiscono singolarmente ma collaborano tra loro e “si controllano” a vicenda nell’interesse di ognuno. Sicuramente molto deve ancora essere fatto ma questo dipende soprattutto dai cittadini e dalle istituzioni europee che devono impegnarsi a renderli più partecipi e a farsi conoscere.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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