Poche ore fa il settimanale tedesco Der Spiegel ha pubblicato la notizia secondo la quale la Cancelliera Angela Merkel avrebbe dichiarato che la Grecia è libera di uscire dall’euro se lo desidera. Tali affermazioni, non ancora confermate dalla diretta interessata, hanno portato nuovamente alla ribalta il tema dell’uscita dall’euro di Atene sollevando il neo-denominato “rischio Grexit”. Ma Berlino è davvero favorevole all’uscita della Grecia dall’eurozona? Concretamente cosa dovrebbe fare uno stato per uscire dall’euro? Quali le conseguenze di una simile decisione?

La Grecia può uscire dall’euro “parola” di Angela Markel (o quasi)

I titoli come “Grecia fuori dall’euro, Berlino avrebbe cambiato idea” e “Per la Germania è ipotizzabile l’uscita della Grecia dall’Euro”, risultano leggermente forvianti: la tanto temuta quanto amata Angela Merkel non ha mai esplicitamente sostenuto l’uscita della Grecia dall’euro. Il condizionale rimane d’obbligo ed il messaggio sarebbe leggermente diverso: date le previsioni relative alle elezioni greche del prossimo 25 gennaio (che vedono in vantaggio i partiti euro-scettici), ed alle minori ricadute economiche sugli altri stati europei rispetto a tre anni fa, l’uscita della Grecia dall’euro risulta più plausibile e meno traumatica che in passato. Nessuna intromissione tedesca nelle politiche elleniche quindi ma un semplice “pour parler”.

Come fare per uscire dall’euro

È bene specificare fin da subito che nessun trattato prevede una clausola per l’uscita di un paese dall’euro. L’articolo 50 del Trattato sull’Unione europea prevede però che “Ogni Stato membro può decidere di recedere dall’Unione conformemente alle proprie norme costituzionali” ma l’uscita dall’Unione economica e monetaria non è contemplata. Difficile quindi ipotizzare come uno stato possa fare per attivare una procedura di uscita dall’eurozona data l’assenza di normative vigenti. Alcuni giuristi sostengono che per uscire dall’euro, ma rimanere nell’UE, uno stato dovrebbe distaccarsi dall’Unione europea (e quindi anche dall’euro) appellandosi all’art. 50 per poi rientrarvi senza moneta unica. Solo supposizioni e nessuna certezza almeno per ora.

Le conseguenze dell’uscita dall’euro

Ipotizzando l’inserimento di una clausola che permetta l’uscita dall’eurozona della Grecia, le conseguenze non tarderebbero a farsi sentire. Lo stesso Sole24ore sostiene la difficoltà di individuare gli effetti di un simile evento. Impensabile però sostenere che gli altri stati europei non ne risentano: il rischio sarebbe quello di generare un effetto a catena portando anche altri paesi, come la stessa Italia, all’uscita. Sicuramente a livello interno la Grecia vivrebbe anni di caos economico-finanziario e tensioni sociali dovuti all’instabilità. Il paese si troverebbe a dover ripartire da zero con l’interrogativo riguardo alla moneta da adottare e verrebbe probabilmente isolato dal commercio con gli altri stati europei. Un vantaggio potrebbe però essere la possibilità di decidere in piena autonomia la politica economica-monetaria, ciò consentirebbe di svalutare la nuova moneta ipotizzando una più rapida ripresa economica.

Per molti l’uscita dall’euro della Grecia potrebbe rivelarsi una vera e propria liberazione per il paese, in quanto le austere politiche europee sarebbero inefficaci e porterebbero addirittura ulteriori danni all’economia greca. Occorre però specificare che le cause dalla crisi economica greca non vanno tanto ricondotte all’euro in sé, ma piuttosto alle mancate riforme nazionali rimandante per troppo tempo. La Grecia, come altri stati europei, non era forse pronta ad una moneta come l’euro, il tempo però ormai è scaduto e correre ai ripari risulta ora doloroso ma necessario.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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