Che la Grecia stia affrontando un momento difficile se ne sono ormai accorti tutti. Il fatto che nel giro di tre anni si siano susseguiti tre diversi governi, è sintomo di un malessere interno e non solo causato dalle politiche europee spesso additate come causa di ogni male. Il 25 gennaio il Paese tornerà al voto e questa volta sembrerebbe che SYRIZA, l’attuale secondo partito a livello nazionale per numero di voti, abbia tutte le chance di aggiudicarsi la vittoria. Il suo leader Alexis Tsipras ha affermato di voler cambiare l’Europa per permettere alla Grecia di riemergere dalla terribile crisi economica dalla quale ancora non si è ripresa. Qual è il suo programma per un’Europa nuova?

Il programma di SYRIZA

A settembre 2014 il leader del partito Alexis Tsipras ha presentato il suo programma (consultabile a questo link http://listatsipras.eu/blog/item/2842-grecia-il-programma-di-governo-di-syriza.html) nel quale espone il suo piano d’azione per risollevare la Grecia e per riformare l’Europa.

Cancellazione del debito greco

Tra tutte le proposte spicca la volontà di chiedere all’Unione europea di cancellare parte del debito greco sull’onda di ciò che era accaduto per la Germania nel lontano 1953. Durante l’incontro tenuto a Londra tra i leader mondiali dell’epoca, gran parte del debito estero accumulato dalla Germania tra la prima e la seconda guerra mondiale venne infatti annullato. L’accordo contribuì alla crescita dell’economia tedesca permettendole di entrare in istituzioni economiche internazionali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Un accordo sul modello della conferenza di Londra in tempi moderni per alcuni pare utopico, per altri un atto quasi dovuto.

Risarcimento dei danni nazisti 

Oltre a ciò il leader rispolvera vecchi rancori sostenendo che la Germania abbia un conto in sospeso con la Grecia: i danni risalenti alla seconda guerra mondiale provocati dal regime nazista (danni alle infrastrutture, furti di reperti archeologici e prestiti forzosi). Come sostenuto già in precedenza anche da Antonis Samaras (attuale Primo ministro greco), la Germania sarebbe debitrice alla Grecia di 220 miliardi di dollari, soldi che andrebbero a coprire circa la metà dell’attuale debito ellenico. Forte del dilagante dissenso del suo popolo nei confronti della Cancelliera Angela Markel, Tsipras “dichiara guerra” a Berlino e alle sue politiche di austerità volte a far restituire i 240 miliardi di euro prestati al Paese dall’UE nel corso degli ultimi anni.

New deal europeo

Tsipras propone poi un “New deal europeo”, nonché un programma d’investimenti pubblici che dovrebbero essere finanziati direttamente dalla Banca centrale europea. Chiede inoltre una revisione del Patto di Stabilità e di Crescita, il quale definisce vincoli circa il livello massimo di debito pubblico che uno Stato può avere (debito che deve rimanere al di sotto del 60% del PIL). Il leader di SYRIZA mira infatti ad escludere gli investimenti pubblici da tali vincoli, cioè i soldi che lo Stato decide di investire per nuovi servizi pubblici non dovrebbero essere conteggiati nel calcolo del debito.

Oltre a questi, altri punti riguardano soprattutto investimenti e provvedimenti interni al Paese come garantire assistenza sanitaria ed energia elettrica agli indigenti, giustizia fiscale, e molto altro.

Mentre Tsipras cerca alleanze e consensi da parte di altri leader europei, allungando la mano anche verso Matteo Renzi che per ora non si esprime in merito, i suoi avversari sostengono che le sue politiche porterebbero la Grecia alla bancarotta. Nessun accenno all’uscita del Paese dall’euro che non rientra infatti nei programmi del leader scongiurando per ora un eventuale terremoto politico. I sondaggi lo danno ormai vincitore con quasi il 35% dei voti contro il 30 del partito d’opposizione Nuova Democrazia ma per averne la certezza occorre aspettare ancora pochi giorni.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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