Amberlight 2015 è un’operazione europea attivata dalla Lettonia, attuale Paese di turno alla presidenza del Consiglio dell’Unione europea, con lo scopo di raccogliere dati circa l’immigrazione in Europa, ma soprattutto di “stanare” i così detti overstayers, persone che si trattengono negli Stati membri con permesso scaduto.

Obiettivo e durata dell’operazione

L’operazione Amberlight 2015 segue altre operazioni per lo più identiche avvenute negli anni passati, l’ultima, Mos Maiorum, era stata attivata proprio dall’Italia e ha consentito di espellere dall’UE quasi 20 mila immigrati irregolari. Amberlight, come dice la parola stessa, si propone di far luce su un fenomeno ritenuto particolarmente problematico, quello di coloro che si trattengono in Europa oltre i 90 giorni consentiti ai cittadini extracomunitari. Molti migranti ottengono infatti un visto turistico o lavorativo per arrivare nel Vecchio continente, una volta scaduto però non fanno rientro in patria ma rimangono in un Paese membro abusivamente.

Frontex ed i 28 Stati membri (su base volontaria) aderiranno all’iniziativa che durerà due settimane, dal 1° al 15 aprile 2015, periodo nel quale presumibilmente si concentrano molti viaggi in vista delle festività pasquali. I controlli avverranno proprio negli aeroporti, nelle stazioni, e probabilmente si estenderanno anche alle frontiere marittime. Coloro che tenteranno di spostarsi sia all’interno dell’UE sia verso paesi terzi con documenti contraffatti o permessi scaduti verranno fermati ed espulsi.

Critiche all’operazione

Come avvenuto per le operazioni precedenti anche nel caso di Amberlight le polemiche non si sono fatte attendere. Nel caso di Mos Maiorum molti avevano criticato il periodo scelto per iniziare l’operazione, appena dieci giorni dopo il tragico naufragio del barcone di Lampedusa nell’ottobre 2013. L’accusa mossa nei confronti di Amberlight è invece quella di essere poco efficace e di celare i propri intenti.

Da qualche anno infatti la Commissione europea ha attivato un pacchetto di iniziative chiamato “Frontiere intelligenti” volto a favorire la mobilità e la sicurezza tra UE e paesi terzi ed Amberlight rientra in questo progetto. Il dubbio di molti sta nelle modalità di esecuzione: difficile pensare che un soggiornante fuori termine si rechi in questo periodo presso un aeroporto consapevole dei controlli in atto correndo quindi il rischio di essere scoperto. Le critiche arrivano anche sul fronte privacy: è risaputo infatti che l’UE punta a costituire un vero e proprio database per controllare gli spostamenti dei cittadini ed arginare il fenomeno degli overstayers e del terrorismo, ma molti non accettano questo eccessivo controllo sulle loro vite.

Che l’operazione presenti numerose lacune è evidente, pretendere però più sicurezza e controllo su coloro che arrivano e viaggiano in Europa ma al contempo rifiutare i controlli stessi perché violano la privacy, costituisce un bel paradosso.

 

Jennifer Murphy

 

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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