Spesso le istituzioni europee, e l’Unione europea in generale, sono accusate di scarsa democraticità in quanto, fatta eccezione per il Parlamento europeo, le cariche delle altre istituzioni sono scelte senza l’intervento diretto dei cittadini. C’è chi vorrebbe poter dire la sua su temi che lo riguardano direttamente, invitando magari le istituzioni a prendere in considerazione le proprie richieste e perché no tramutarle in legge. Fantascienza? No. Grazie al Diritto di iniziativa dei cittadini europei chiunque può far sentire la sua voce alla Commissione europea chiedendole di considerare una propria richiesta, oppure attraverso la firma appoggiando le proposte di altre persone. Come? Vediamolo.

Cos’è il Diritto di iniziativa dei cittadini europei?

Un’iniziativa dei cittadini europei consiste in un invito alla Commissione europea affinché proponga un atto legislativo su questioni per le quali l’UE ha la competenza di legiferare (questioni legate per esempio ad ambiente, agricoltura, trasporti o salute pubblica). Un’iniziativa, per passare all’esame della Commissione, deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, di almeno 7 dei 28 Stati membri dell’UE. Perché proprio alla Commissione? Perché la Commissione è l’unica istituzione europea che ha il potere di promuovere delle leggi, una sorta di “Governo europeo”.

Come si fare per lanciare un’iniziativa?

Prima di tutto occorre costituire un comitato di almeno sette cittadini dell’UE residenti in almeno sette Stati membri diversi. I membri devono aver raggiunto l’età necessaria per votare il Parlamento europeo (diciotto in tutti gli Stati, fatta eccezione per l’Austria dove ne bastano sedici). Prima di iniziare la raccolta delle firme gli organizzatori devono registrare l’iniziativa sull’apposito sito (http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome?lg=it), una volta registrata gli organizzatori hanno a disposizione un anno per raccogliere le dichiarazioni di sostegno. Chiunque lo voglia può sostenere un’iniziativa collegandosi al sito di riferimento http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/ongoing nel quale troverà tutte quelle ancora aperte alla firma.

Cosa succede dopo aver raggiunto le firme necessarie?

La Commissione esaminerà attentamente il contenuto della proposta, ed entro tre mesi dalla data in cui l’ha ricevuta, incontrerà gli organizzatori per ascoltarne i dettagli decidendo poi se attivare la consueta procedura legislativa che vedrà coinvolti Parlamento e Consiglio e, se il processo andrà a buon fine, l’iniziativa verrà tramutata in legge.

Come sostenere un’iniziativa?

E’ evidente che attivare dal principio un’iniziativa, costituendo un comitato e raccogliendo le firme, può essere difficoltoso e non tutti hanno il tempo e la voglia per farlo. Se però qualcun altro ha già proposto un’iniziativa che rispecchia il tuo pensiero è davvero facile sostenerla, anche perché molte delle iniziative prevedono la firma online. Vediamo alcuni esempi. Un’iniziativa ancora aperta alla firma, che sicuramente può interessare a molti italiani, è quella per il Pluralismo dei media che intende chiedere alla Commissione europea la “protezione del pluralismo dei media attraverso la parziale armonizzazione delle legislazioni nazionali relative alla proprietà e alla trasparenza, al conflitto di interesse con incarichi politici e all’indipendenza degli organismi di regolamentazione”. E’ sufficiente collegarsi al sito http://www.mediainitiative.eu/it/ per trovare tutte le indicazioni e gli approfondimenti necessari.

Altra iniziativa, ormai chiusa alla firma ma sicuramente degna di nota, è Stop vivisection (http://www.stopvivisection.eu/)  proposta che intende eliminare la sperimentazione animale nell’Unione europea. Avendo raccolto le firme necessarie, a settembre gli organizzatori avranno la possibilità di tenere un discorso al Parlamento europeo e successivamente la Commissione dichiarerà la sua volontà o meno di tramutare la proposta in legge.

Anche se spesso le istituzioni europee possono sembrare irraggiungibili ed incapaci di ascoltare i cittadini, scavando bene si scopre come ognuno nel proprio piccolo possa dare un contributo anche solo appoggiando iniziative che considera valide per creare nuove leggi europee che quindi riguarderanno ogni cittadino europeo.

 

Jennifer Murphy

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About the Author


Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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