Spesso si sente parlare di procedura di infrazione attivata dalla Commissione europea nei confronti di un paese membro (molte volte purtroppo dell’Italia), una sorta di “bacchettata” da Bruxelles verso coloro che non rispettano il diritto comunitario. Ma cos’è una procedura di infrazione? Cosa comporta e quali le conseguenze?

Cos’è una procedura di infrazione?

Ogni qual volta viene scritta una nuova legge europea gli Stati membri sono tenuti ad includere la norma nel proprio regolamento e quindi a rispettarla e farla rispettare. Qualora uno Stato dovesse sottrarsi a uno di questi obblighi, la Commissione europea può aprire una procedura di infrazione nei suoi confronti coinvolgendo successivamente anche la Corte di Giustizia europea. Tale procedura include diversi passaggi: da un semplice avvertimento ad una sanzione vera e propria.

In cosa consiste l’apertura di una procedura di infrazione e quali le conseguenze?

Come annunciato la procedura di infrazione si divide in varie tappe. Appurato ad esempio il mancato rispetto di una norma da parte di uno Stato membro dell’UE, la Commissione europea attiva la prima fase nella quale comunica al Paese in questione di aver rilevato il mancato rispetto del diritto europeo e chiedendo spiegazioni in merito.

Successivamente la Commissione invita lo Stato a porre fine all’infrazione entro un tempo prestabilito. Qualora il Paese non dovesse adoperarsi per risolvere la questione, viene attivata una fase contenziosa da parte della Corte di Giustizia dell’UE (diversa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che non è un’istituzione europea).

Una volta appurata la reale violazione del diritto comunitario, la Corte impone l’obbligo di porvi rimedio ed il pagamento di relative sanzioni economiche, delle vere e proprie multe che lo Stato deve pagare.

Corte di Giustizia dell'Unione europea - Lussemburgo

Sede della Corte di Giustizia dell’Unione europea – Lussemburgo

Il triste primato dell’Italia

Vediamo alcuni esempi di infrazione da parte dell’Italia che purtroppo dai dati risulta essere fanalino di coda d’Europa.

Il tema dell’ambiente come risaputo è molto caro all’UE, per questo l’Italia è stata più volte richiamata da Bruxelles per violazioni in questo ambito. Già nel 2012 era stata condannata per l’eccessivo livello di smog e polveri leggere presenti nell’aria di molte regioni (Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Sicilia, Molise, Campania e Umbria) e nel luglio 2014 è stata aperta una nuova procedura sempre per gli stessi motivi (della serie il lupo perde il pelo ma non il vizio). Restando sull’argomento ambiente nel mirino della Commissione sono entrate anche l’Ilva di Taranto, l’acqua del Lazio (troppo ricca di arsenico e fluoro) oltre che la questione rifiuti in Campania.

In tema salvaguardia degli animali invece l’Italia è risultata inadempiente per quanto riguarda le gabbie negli allevamenti di galline: i contenitori sono troppo piccoli e secondo la direttiva europea dovrebbero misurare almeno 550 cm2 di superficie e 40 cm di altezza. Altra questione è quella relativa ai test scientifici sugli animali: l’Italia risulta essere rimasta l’unica tra i partner europei a non aver ancora recepito la norma sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici.

La lista potrebbe essere davvero più lunga. Sul sito del Dipartimento per le Politiche europee (al seguente link http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx) è possibile prendere visione di tutte le procedure aperte nei confronti dell’Italia. Non bisogna poi dimenticare le migliaia di euro che ogni giorno paghiamo a causa dell’inefficienza italiana, soldi che potrebbero essere spesi sicuramente in modo più proficuo. Spesso infatti il nostro paese, a causa di lungaggini burocratiche, non riesce a recepire entro i tempi le direttive dell’Unione europea. Alcuni lamentano troppa pressione da Bruxelles dimenticando però che tali norme sono state sottoscritte ed approvate anche dall’Italia che risulta però poi incapace di rispettarle.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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