Mentre si ascolta distrattamente il telegiornale dell’ora di cena capita spesso di incappare in termini a noi sconosciuti nel significato ma che ci tempestano costantemente soprattutto quando si parla di politica o di economia. Un nome che spesso si sente pronunciare è quello della TROIKA, che non è una parolaccia ma un organismo istituito con un compito ben preciso. Negli ultimi mesi se ne è sentito parlare ancora più spesso in quanto il neo primo ministro greco Alexis Tsipras ha promesso di lottare contro quello che lui considera un vero e proprio nemico. Vediamo allora da dove arriva e soprattutto cos’è.

Cos’è la troika?

Il termine troika ha iniziato a “far breccia nei cuori” dei giornalisti a partire dal 2011 con lo scoppio della crisi economica che ha colpito soprattutto la Grecia. La troika è infatti un organismo di controllo informale (non è quindi un’istituzione europea) nata a partire al 2008 per far fronte all’emergere della crisi economica europea. Spesso è definita un triumvirato in quanto composta da tre istituzioni, una internazionale e due europee: Fondo monetario internazionale (FMI), Banca centrale europea (BCE) e Commissione europea (CE) i cui rappresentati sono i loro Presidenti e quindi rispettivamente Christine Lagarde, Mario Draghi e Jean-Claude Juncker.

Partendo da sinistra: Jean Claude Juncker, Mario Draghi, Christine Lagarde

Partendo da sinistra: Jean-Claude Juncker, Mario Draghi, Christine Lagarde

Cosa fa la troika?

Partendo dal presupposto che la troika nasce in un momento particolare di crisi e destabilizzazione economica, essa si occupa dei piani di salvataggio dei paesi all’interno della zona euro colpiti dalla crisi fornendo assistenza finanziaria in cambio dell’istituzione di politiche di austerità. Quando infatti ebbe inizio la crisi economica che successivamente ha colpito diversi Stati dell’UE, vennero stanziati una serie di fondi di salvataggio attraverso i quali l’Unione europea ha prestato dei soldi ai Paesi in difficoltà in cambio di successive politiche di stabilizzazione del debito degli Stati in questione. Diventa quindi una sorta di do ut des: tu Stato che usufruisci di questi soldi devi però darmi in cambio delle certezze di cambiamento, dimostrando di sistemare i tuoi conti attraverso politiche di adeguamento. Ecco quindi comparire la troika, le cui istituzioni monitorano e suggeriscono agli Stati cosa fare e cosa non fare per sistemare i propri conti.

Molte critiche e pochi consensi

Come normale che sia la troika ed i suoi meccanismi hanno sollevato molte critiche mettendo in discussione l’intera Unione e l’euro, portando spesso gli stessi Stati a sostenere la volontà di voler abbandonare la moneta unica a causa di politiche troppo rigide e accusando l’Europa di autoritarismo e scarsa flessibilità. Alcuni sostengono che la troika e le sue eccessive imposizioni abbiano portato addirittura ad un peggioramento della situazione causando l’aumento di disoccupazione e povertà. Mario Monti ha affermato che la troika costituisce un’eccessiva intrusione nella legittima sovranità degli Stati. C’è chi però non è dello stesso avviso. Juncker sostiene invece come, grazie a politiche più severe, la Grecia stia vedendo un seppur flebile risanamento dei conti.

Che futuro avrà la troika?

Nei mesi passati il Parlamento europeo ha messo in discussione la troika affermando la necessità di apportarvi dei cambiamenti che dovranno andare nella direzione della creazione di un Fondo monetario europeo. L’intenzione è quella di regolamentare le sfere di competenza dei vari organismi che compongono la troika anche rispetto alle istituzioni nazionali dei Paesi, le quali dovranno essere più coinvolte. Questo garantirebbe un rafforzamento del processo di controllo democratico e la credibilità del lavoro della troika, ribadendo al contempo l’importanza della sovranità nazionale degli Stati. Vedremo se le pressioni provenienti da più parti, come le ultime di Syriza, saranno capaci di spingere per una revisione di questa istituzione per molti scarsamente democratica.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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