Dopo le tanto dibattute elezioni europee e una volta che la campagna elettorale è andata scemando, il nuovo tema del giorno sembra essere diventato la “Presidenza italiana all’Ue” detta anche “Semestre europeo”. Non si riesce però bene a capire cosa sia, cosa serva, e soprattutto cosa centri l’Italia.

Consiglio dell’Unione europea

Partiamo dalle origini. Innanzi tutto quando si parla di Presidenza di turno si fa riferimento al paese che presiederà il Consiglio dell’Unione europea, istituzione che ha sede a Bruxelles. Il Consiglio dell’Unione europea è nato nel 1952 col Trattato di Parigi ed è un organo decisionale dell’UE insieme al Parlamento europeo, cioè insieme a quest’ultimo il Consiglio esamina le leggi proposte dalla Commissione europea decidendo se approvarle o meno.

Chi fa parte del Consiglio dell’Unione europea?

La peculiarità del Consiglio dell’Unione europea è che esso non è composto da membri fissi (come ad esempio il Parlamento che ha gli stessi membri per tutta la durata del suo mandato) ma essi cambiano a seconda degli argomenti trattati: se si parla di economia saranno presenti alla riunione i ministri dell’economia dei singoli paesi membri dell’UE, se invece l’argomento del giorno è l’ambiente il Consiglio sarà composto dai ministri dell’ambiente di ogni stato, e così via.

Chi è il Presidente del Consiglio dell’Unione europea?

Veniamo a noi. Adesso che si è specificato di cosa si sta parlando, si può aggiungere che il Presidente del Consiglio dell’Unione europea non è una singola persona (come accade per le altre istituzioni europee) ma la presidenza è detenuta da uno degli stati europei a rotazione di sei mesi secondo un calendario prestabilito. Se guardiamo a quest’anno ad esempio dal 1° gennaio al 30 giugno la presidenza sarà detenuta dalla Grecia, a partire dal 1° luglio passerà per i restanti sei mesi all’Italia. Ecco quindi svelato l’arcano. A partire da luglio l’Italia presiederà ogni riunione del Consiglio dell’UE, cioè quando l’argomento del giorno sarà l’agricoltura il ministro dell’agricoltura italiano sarà il Presidente di quella riunione dirigendone quindi i lavori e così per ogni settore (economia, ambiente, politiche sociali, ecc..).

Quali vantaggi?

Detenere la presidenza comporta svariati vantaggi per il paese in questione ma anche dei rischi. Oltre che presiedere in prima persona le riunioni lo Stato che detiene la presidenza ha il potere di individuare delle priorità per l’azione e di proporre gli argomenti all’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio, deve però svolgere la sua funzione in modo imparziale, evitando di concentrare i lavori su temi poco rilevanti per l’Unione europea nel suo complesso o per gli altri Stati membri. In sostanza non può fare i suoi interessi ma deve tenere conto degli altri 27 Stati. Detenere la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE costituisce un’opportunità per gli stati membri, che possono affermare o accrescere la propria influenza e il proprio prestigio e possono influenzare l’agenda politica dell’Unione europea. Ovviamente essere la presidenza di turno può costituire anche un rischio perché lo Stato può rivelarsi non in grado di svolgere in maniera soddisfacente l’incarico, per ragioni di incapacità politica o di inesperienza e scarsa preparazione diplomatica.

Logo Presidenza italiana del Consiglio dell’UE, il logo rappresenta una rondine, simbolo di libertà e dell’inizio di una nuova stagione.
Logo Presidenza italiana del Consiglio dell’UE, il logo rappresenta una rondine, simbolo di libertà e dell’inizio di una nuova stagione.

 

Come sarà la presidenza italiana di Renzi?

Il Presidente del Consiglio Renzi sembra avere le idee chiare a riguardo, ha già infatti posto nero su bianco quelli che saranno i temi sui quali l’Italia cercherà di porre l’attenzione degli altri stati durante il Semestre europeo: revisione dei trattati economici dell’UE ed i limiti legati al deficit, stanziare fondi europei per lo sviluppo di nuove tecnologie, rendere permanente il fondo che darà 1,5 miliardi di euro all’Italia per combattere la disoccupazione giovanile, rafforzamento di Frontex e maggiore intervento europeo per fronteggiare il problema dell’immigrazione sulle coste italiane.

Difficile prevedere quali saranno i risultati, la speranza è che quest’opportunità costituisca per l’Italia un’occasione di riscatto aumentando la propria influenza a livello europeo ed internazionale.

 

Jennifer Murphy 

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About the Author


Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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