Negli ultimi tempi il tema dell’integrazione dell’etnia Rom in Italia è tornato in primo piano anche per via di una ritrovata attenzione da parte di alcuni partiti politici. Quella dei Rom è una questione che non interessa solo il nostro Paese ma tutti gli Stati dell’Unione europea, tanto che negli ultimi anni anche quest’ultima si è mossa per garantire un maggiore sostegno ai suoi membri nella lotta alla discriminazione fornendo mezzi anche finanziari per integrare questa minoranza. Quali sono i provvedimenti ed i risultati raggiunti in Europa?

I Rom in Europa

Difficile stabilire con certezza la popolazione Rom presente sul territorio europeo: alcuni stimano 10 milioni altri 6. Nel 2013 è emerso come l’Italia, messa a confronto con i principali Stati europei, non stia ospitando più Rom degli altri come alcuni spesso fanno credere.

Popolazione Rom nei principali Paesi europei (fonte Panorama)

 

Come si può vedere dal grafico l’Italia si colloca al 4° posto per numero di Rom tra i maggiori Paesi europei. Secondo i dati diffusi dall’UE, insieme a Regno Unito siamo il paese che ha fatto meno per l’integrazione dei Rom.

I provvedimenti dell’Unione europea per i Rom

Mentre alcuni politici italiani sostengono la necessità di “radere al suolo i campi Rom” per risolvere definitivamente il problema, l’Europa negli ultimi anni ha stanziato numerosi fondi destinati alla lotta delle discriminazioni e per favorire l’integrazione delle minoranze etniche in generale. Nel 2013 la Commissione europea ha adottato il primo strumento giuridico dell’UE per l’inclusione dei Rom sottoscritto da tutti i 28 Stati. Tale atto contiene orientamenti specifici per aiutare gli Stati ad aumentare gli sforzi già fatti esortando gli stessi a colmare il divario fra Rom ed il resto della popolazione. Le raccomandazioni sottoscritte dagli Stati riguardano quattro settori: accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio.

Come molti sapranno l’Europa attraverso i Fondi Strutturali permette agli Stati di usufruire di finanziamenti per promuovere progetti d’integrazione di vario tipo. Tra il 2014 ed il 2020 l’Italia avrà a disposizione 29,3 miliardi di euro in fondi (Fondo Sociale Europeo-FSE e Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale-FESR). Parte di questo denaro sarà destinato a programmi d’inclusione sociale e lotta alla povertà che non riguarderanno solo i Rom ma anche tutte le altre minoranze. La Commissione europea ha deciso inoltre di obbligare gli Stati membri a destinare almeno il 20% dei Fondi per questa causa.

I risultati raggiunti negli altri Stati europei

Ogni anno la Commissione stila un rapporto sui progressi fatti dai singoli Stati membri per tutti gli ambiti di sua competenza. Per quanto riguarda i Rom nel caso dell’istruzione emerge come la Finlandia sia riuscita a portare un aumento della frequenza della scuola materna dal 2 al 60%. In Irlanda invece sono stati istituiti degli “insegnanti itineranti” che si spostano seguendo le comunità Rom per garantire la formazione scolastica ai bambini. Per quanto riguarda l’occupazione la strada appare ancora in salita ma in Austria, Spagna e Finlandia sono stati formati degli operatori per assistere i Rom in cerca di lavoro. Stesso metodo è stato adottato per quanto riguarda la ricerca degli alloggi con programmi di integrazione ed accoglienza da parte del vicinato. Per la sanità la Francia si è invece impegnata nella riduzione dei costi economici per l’accesso alle cure sanitarie garantendo un più facile accesso.

Quando un problema viene riconosciuto come tale è impensabile trovare una soluzione istantanea e radicale in quanto difficilmente sarà la strada giusta per il successo. L’Italia potrebbe forse fronteggiare il problema facendosi appoggiare maggiormente dall’UE e prendendo spunto dai provvedimenti presi dagli altri Stati.

 

Jennifer Murphy

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Mi sono avvicinata alle dinamiche europee ed internazionali durante i miei anni di studi universitari che mi hanno portata a laurearmi in Scienze politiche-Studi internazionali presso l’Università degli studi di Trento con una tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori ed attraverso i media. Attualmente sono studentessa presso il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio, sempre all’Università di Trento. Spero un giorno di poter trasformare questa mia passione in un lavoro.

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